Volontari

La definizione riportata dalla legge italiana sul volontariato del 1991 recita: “Attività di volontariato è quella prestata ad altri in modo personale, spontaneo, gratuito, senza fini di lucro anche indiretto, ed esclusivamente per fini di solidarietà sociale”. (art. 2)

Chiunque si sia spinto dentro un’associazione di volontariato credo abbia in sé grandi aspettative di realizzazione umana, un forte bisogno di trasmettere e ricevere amore disinteressato, un desiderio radicato di fondare un rapporto con gli altri che permetta di migliorare il vivere civile. Ogni volontario deve avere ben chiaro dinanzi a sé il proprio e l’altrui bisogno, deve comprendere il proprio ruolo di strumento, di mezzo, di tramite per far nascere domande, dubbi, per darsi risposte, per generare la solidità di uno, dieci, cento, mille rapporti di eccellente umanità.

Nessuno di noi è un supereroe, nessuno di noi è un Rambo dell’umanità, nessuno di noi è in un’isola felice nell’oceano del mondo rabbioso e crudele. Noi siamo uomini, tali e quali a quelli che incontriamo ogni giorno per strada, tali e quali a quelli che si rivolgono a noi per chiederci aiuto. E’ difficile ammettere i propri bisogni, è difficile dire: “Ho bisogno”, è difficile svestirsi dell’orgoglio per far posto all’umiltà e dalla tolleranza. C’è tanto bisogno d’aiuto, un aiuto non gridato; un aiuto sociale che si infili nell’animo di ognuno di noi, che parta dagli angoli bui di questo nostro vivere sfavillante e rumoroso: un aiuto da uomo a uomo, da condizione a condizione, da bisogno a bisogno. Un aiuto che non richiede divise arancioni, ma la consapevolezza di voler costruire un rapporto importante, che scavalchi gli stereotipi sociali demolendo le barriere che allontanano gli individui (piccoli mondi a sé stanti), per incollare ogni singola pedina nel collage meraviglioso della condivisione esistenziale.

Fare il volontario in CROCE D’ORO significa non solo prestare soccorso, ma anche partecipazione, impegno e capacità di lavoro in gruppo.

Si tratta di un’occasione di crescita personale, crescita imposta dal confronto quotidiano con la sofferenza ed il disagio sociale, crescita personale allo scopo di dare un significato più autentico alla nostra esistenza: migliorare se stessi per rendere migliore la nostra società.

Si diventa volontari per altruismo, per generosità, per testimonianza, per sviluppo del bene comune, per farsi carico dei problemi e dei bisogni altrui e, qualche volta, per esibizionismo o narcisismo (ma si dura poco). Ecco che gli elementi distintivi del volontario passano da alcuni valori essenziali come:

La gratuità, segno che distingue ogni volontario, il dono di sé, come qualifica morale della propria azione, affinché la persona realizzi se stessa al di fuori della logica di mercato e di profitto economico; lo spirito di servizio che permette di vedere il bisogno degli altri ed andar loro incontro, senza la parvenza di qualche superiorità; la corresponsabilità, nel senso che il volontario deve farsi carico degli altri, perché appartiene agli altri e gli altri appartengono a lui, in una visione di autentica solidarietà.

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